La SEO si divide in due parti che vengono quasi sempre confuse. Una è editoriale e non ha scorciatoie: essere la risposta migliore alla domanda dell'utente. L'altra è tecnica, ed è verificabile: il sito è raggiungibile, leggibile e indicizzabile, oppure non lo è. Qui parlo della seconda, perché è quella su cui si interviene con certezza.

Cosa fa davvero un crawler

Richiede un URL, legge l'HTML che il server restituisce, ne estrae contenuti e link, e prosegue. Il passaggio critico è questo: se il contenuto compare solo dopo l'esecuzione del JavaScript, non è nell'HTML iniziale e l'indicizzazione dipende da una seconda fase di rendering, che avviene più tardi e non è garantita per ogni pagina. È il motivo tecnico - non ideologico - per cui il contenuto che deve posizionarsi conviene servirlo già nell'HTML, con rendering lato server o pagine statiche.

Scansione e indicizzazione non sono la stessa cosa

Un equivoco che produce errori concreti: robots.txt controlla la scansione, non l'indicizzazione. Una pagina bloccata lì può comunque comparire nei risultati se qualcuno la collega, e paradossalmente non può esserne esclusa, perché il motore non è autorizzato a leggerla e quindi non vede il noindex che avevi messo dentro. Per escludere davvero una pagina va lasciata scansionabile e marcata noindex.

Le istruzioni che vale la pena dare

  • Canonical su ogni pagina, per dire quale URL è quello buono quando lo stesso contenuto è raggiungibile in più modi (parametri, varianti con e senza slash).
  • Sitemap con lastmod attendibile: serve a segnalare cosa è cambiato, non a "far indicizzare".
  • URL stabili: cambiarli senza redirect 301 azzera il lavoro fatto su quella pagina.
  • Gerarchia degli heading coerente e un solo h1, che descriva il contenuto di quella pagina e non il sito.
  • Dati strutturati schema.org (BlogPosting, BreadcrumbList, Product): non migliorano il posizionamento di per sé, ma rendono il contenuto interpretabile e abilitano i risultati arricchiti.
  • Link interni: sono il modo con cui si distribuisce rilevanza tra le pagine, ed è la leva più sottovalutata perché è interamente sotto il tuo controllo.

Le prestazioni sono parte della SEO tecnica

I Core Web Vitals entrano nella valutazione dell'esperienza di pagina, e l'indicizzazione avviene sulla versione mobile del sito: è quella la versione che conta, non quella da desktop. Una pagina che sul telefono impiega quattro secondi a mostrare il contenuto principale parte svantaggiata a parità di qualità del testo.

L'intento di ricerca viene prima delle parole chiave

Ogni ricerca esprime un intento diverso - capire come funziona qualcosa, confrontare, comprare, trovare un fornitore vicino - e una pagina che risponde all'intento sbagliato non si posiziona nemmeno con le parole giuste. Prima di scrivere conviene guardare cosa Google mostra già per quella ricerca: il tipo di pagine in prima posizione dice quale intento il motore ha riconosciuto.

Cosa misurare

Search Console mostra le ricerche per cui compari, le impressioni, la posizione media e - la parte più utile - l'elenco delle pagine escluse dall'indice con il motivo. Una lettura che cambia le priorità: una pagina senza impressioni non ha un problema di posizionamento, ha un problema di argomento; una pagina con molte impressioni e pochi clic ha un problema di titolo e descrizione; una pagina esclusa ha un problema tecnico da risolvere prima di toccare i contenuti.

Cosa non è sotto controllo

Gli aggiornamenti dell'algoritmo e, sempre di più, le risposte generate direttamente nella pagina dei risultati, che riducono i clic anche a parità di posizione. È una ragione in più per non costruire strategie su espedienti che dipendono dal comportamento momentaneo del motore: le uniche parti stabili sono un sito tecnicamente corretto e contenuti che rispondono meglio degli altri.

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