Font, librerie, icone: molti siti li caricano da una CDN, cioè da server esterni di terze parti. È comodo e gratuito, ma non è privo di conseguenze. In certi casi conviene fare l'opposto — il self-hosting, cioè ospitare quegli asset in proprio. Vediamo i trade-off.
Cos'è una CDN e perché si usa
Una CDN (Content Delivery Network) è una rete di server distribuiti nel mondo che consegnano i file dal punto più vicino all'utente. Vantaggi: velocità potenziale e zero gestione. Per questo è la scelta predefinita di moltissimi siti.
I costi nascosti
- Privacy e GDPR: caricare ad esempio i font da un server esterno può trasferire l'indirizzo IP degli utenti a terzi, con implicazioni legali.
- Dipendenza: se la CDN ha un disservizio, il tuo sito ne risente.
- Controllo: dipendi dalle scelte (e dai tempi) di un terzo.
Self-hosting: pro e contro
Ospitare gli asset in proprio dà controllo, privacy e affidabilità: nessun dato che esce, nessun terzo che può rallentarti. In cambio richiede di gestire e aggiornare quei file. Con una build moderna, però, è quasi automatico.
Come scegliere
Per progetti che tengono a conformità e indipendenza, il self-hosting è spesso la scelta migliore. Per prototipi o casi semplici, la CDN va benissimo. Come sempre, dipende dagli obiettivi.
Cosa significa per il tuo progetto
Significa un sito conforme alla privacy e indipendente da terzi, senza single point of failure esterni. Se vuoi valutare l'approccio giusto per il tuo caso, contattami.
Collegato: cookie e GDPR e perché la velocità conta.